Sabato 26 settembre 2026
presso Villa Romana ed Antiquarium di Desenzano d.G.
dalle ore 18:00
via Crocefisso n° 22 Desenzano del Garda (BS)
Evento in occasione delle GEP (Giornate Europee per il Patrimonio)
A cura del Prof. Sereno Innocenti (Università di Brescia)
Un piano orizzontale, quella superficie sulla quale si svolgono molte azioni della vita umana, è diventata la prefazione di questo studio svolto dagli studenti del I anno al Corso di Disegno I e laboratorio alla Laurea Magistrale Edile Architettura.
Durante tutta la nostra esistenza siamo fortemente legati principalmente attraverso la pianta del piede al “mondo orizzontale”, che rappresenta per gli umani un ambito esteso ed al tempo stesso circoscritto dall’architettura ed i suoi spazi. L’impronta dell’astronauta Neil Armostrong, nel lontano 1969, sancì la presenza dell’uomo persino su un altro spazio orizzontale, quello lunare!
Quelle parti di un qualsiasi piano purché orizzontale, quella determinata superficie sulla quale si svolgono molte azioni della vita dell’essere umano, sono diventate oggetto di uno studio grafico individuale e collettivo, che ha avuto come tema‐starter, la ripavimentazione ideale del proprio appartamento, attraverso una ricerca grafica, che scandagliava le conoscenze nel bagaglio culturale ed impressionistico di ogni singolo studente.
Come la pavimentazione progettata da Michelangelo per il Campidoglio, o la complessa e metaforica pavimentazione negli spazi della Flagellazione di Cristo per il quadro di Piero della Francesca, sino ad arrivare, al decoro della moquette dell’Over Look Hotel, sede scenografica nel film Shining di Stanley Kubrik.
Il concetto di estensione e continuità, sono le caratteristiche importanti che ne hanno delineato la valenza fondamentale e bidimensionale dello spazio orizzontale costruito, con una particolare concentrazione del focus d’inchiesta sulle pavimentazioni romane a Brescia e a Desenzano.
Proprio questo spazio orizzontale e bidimensionale è stato paragonato ad un grande foglio bianco da disegno, gettato a terra sul quale compiere non solo azioni materiali, ma anche percettive e simboliche, tecnicamente racchiuse in una mai banale geometria latente. Si sono venuti così a creare un mondo di segni che devono essere tradotti con differenti materiali, con contrasti di colore, di pezzatura e montaggio, di lavorazione superficiale, che possono costituire le principali modalità di un contesto urbano, di una via, di una piazza, di uno spazio pubblico anziché privato, un’abitazione, o una casa, a cominciare dalla propria.
Un disegno che si sviluppa in una variazione verticale minima, di pochi millimetri, tanto da non dover neppure costituire quel diaframma invalicabile per le categorie di persone diversamente abili.


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